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La tutela dell’identità, dell’immagine e della reputazione nell’era delle tecnologie di generazione artificiale dei contenuti impone di ripensare i fondamenti, le violazioni e la protezione dei diritti della persona in ambiente digitale.

Descrizione del corso

Impatto delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, in particolare i deepfakes, sui diritti della personalità; analisi delle implicazioni etiche e giuridiche della manipolazione digitale dell’identità, considerando in prospettive comparate la protezione dell’immagine, della voce e della reputazione; panoramica delle normative esistenti e delle risposte giuridiche emergenti, con focus su casi giurisprudenziali significativi e su proposte di regolazione in ambito nazionale e internazionale; il post-mortem right of publicity e la successione degli interessi morali; la tutela della famiglia contro gli abusi dell’identità digitale dei defunti; strumenti normativi e prospettive di riforma

Il corso è organizzato in diverse Weeks che ti propongono un percorso di esplorazione di diverse tematiche legate al tema dei diritti della personalità e implicazioni giuridiche dei deepfakes:

  • Week 1 – Deepfake e diritti della personalità: fenomenologia, rischi e prime risposte negli ordinamenti di civil law e common law (nozioni generali sui deepfakes; funzionamento delle GANS; rilevanza della dimensione digitale)
  • Week 2 – Deepfake e tutela dei diritti della personalità (concetti generali di diritti della personalità; identità personale; immagine; onore; reputazione; rischi connessi ai deepfakes; violazione dei diritti della personalità attraverso i deepfakes)
  • Week 3 – Deepfakes post-mortem e successione dei diritti della personalità (deepfakes di persone decedute; commodification dell’identità post-mortem; post-mortem right of publicity; dignità del defunto; tutela degli interessi morali e patrimoniali dei defunti nell’era digitale)

All’interno di ciascuna Week sono presenti diverse lezioni, composte da video, testi scritti, infografiche e quiz di valutazione.

Carico di lavoro totale del corso: 16 ore

Questo MOOC è stato prodotto nell’ambito del progetto Edvance - Digital Education Hub per la Cultura Digitale Avanzata. Il progetto è finanziato dall’Unione europea - Next Generation EU, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate".

EDDIE, Edvance
unimc
Finanziato EU MUR, Ministero Università e Ricerca Italia Domani Edvance

Ilos Risultati di Apprendimento Attesi

Alla fine del corso, gli studenti saranno in grado di:

  1. Riconoscere e descrivere le norme giuridiche e le relative applicazioni utilizzate nelle controversie tra parti diverse
    ESCO: diritto civile

Prerequisites Prerequisiti

Conoscenza base degli istituti di diritto privato

Activities Attività

Oltre alla fruizione dei contenuti proposti attraverso videolezioni e materiali di approfondimento, verranno offerte diverse attività che contribuiranno a rendere l’esperienza formativa più ricca e interattiva, attraverso domande guida e brevi esercitazioni che stimoleranno il pensiero critico e la capacità di collegare i principi teorici alle applicazioni pratiche. Saranno inoltre proposti quiz non valutati, concepiti come strumenti di autovalutazione per favorire il consolidamento delle conoscenze acquisite. Gli studenti analizzeranno casi concreti, commentando recenti sviluppi normativi o giurisprudenziali, e dibattendo problematiche etiche e giuridiche sollevate dall’uso dei deepfakes, sia in relazione ai viventi sia ai profili di tutela post-mortem.

Schema della sezione

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  • Viene esaminato il fenomeno dei deepfake come contenuti multimediali generati o alterati da sistemi di intelligenza artificiale, difficilmente distinguibili dall’autentico, illustrandone produzione tecnica tramite GANs, diffusione ormai capillare e primi casi mediatici che hanno rivelato l’impatto su reputazione, immagine e fiducia sociale, fino alle ricadute su sicurezza pubblica, frodi e prova digitale, inclusa la dinamica del liar’s dividend che complica l’accertamento giudiziale. Si riconoscono anche usi leciti a fini artistici, satirici e memoriali, con la conseguente esigenza di calibrare la risposta regolatoria per non soffocare l’innovazione. Sul versante europeo, l’AI Act del 2024 definisce i deepfake, impone obblighi di trasparenza e di etichettatura chiara dei contenuti sintetici, ammettendo specifiche eccezioni; il Digital Services Act, pur senza menzionare espressamente i deepfake, affida alle piattaforme doveri di mitigazione dei rischi sistemici; il Codice di condotta sulla disinformazione orienta pratiche di rilevazione ed etichettatura. In chiave nazionale, la Francia ha introdotto reati specifici per la diffusione di immagini o voce senza consenso e per i deepfake pornografici non consensuali; in Italia sono in discussione interventi di armonizzazione con l’AI Act e un’ipotesi di fattispecie penale ad hoc; in Germania è stata proposta una figura incriminatrice per la falsificazione digitale lesiva dei diritti della personalità, con aggravanti ed esenzioni tipizzate. Nell’area di common law, permane l’assenza di una legge federale statunitense a causa dei vincoli del Primo Emendamento, a fronte di un mosaico statale che interviene su ambiti elettorali e intimi non consensuali; nel Regno Unito l’Online Safety Act 2023 ha ampliato i reati e, in giurisprudenza, si registrano anche misure preventive tecnologiche post-condanna. Le corti funzionano da stress test, adattando rimedi tradizionali e segnalando aree di futura normazione.
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  • La Week esplora come i deepfake sfidano la regola tradizionale sull'estinzione dei diritti della personalità con la morte. Vengono chiariti i concetti di persona e capacità giuridica, distinguendo tra interessi morali e patrimoniali. Si analizzano la tutela dell'immagine, la distinzione tra privacy e publicity negli USA, e il bilanciamento con la libertà di espressione, considerando figure pubbliche e contenuti di interesse generale. I deepfake riaprono il dibattito sui limiti della regola "moritur cum persona" attraverso nuove forme di manipolazione identitaria. Ci si concentrerà poi sugli interessi patrimoniali e lo sfruttamento commerciale. Negli Stati Uniti, privacy e right of publicity sono distinti, con la possibilità di tutela post mortem, come dimostrato dal divieto di repliche digitali non autorizzate a New York e il progetto NO FAKES Act 2025. In Italia, mancano equivalenti del right of publicity e i diritti della personalità si estinguono con la morte; i familiari agiscono iure proprio. La Germania prevede tutele post mortem, mentre in Francia la giurisprudenza ammette la sopravvivenza della componente economica dell'immagine. Emerge un quadro normativo plurale che introduce la discussione sulla gestione fiduciaria e la successione digitale.
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  • La Week esamina l’impatto dei deepfake post mortem sulla protezione della persona, interrogando la sopravvivenza degli interessi morali e identitari oltre la morte in una prospettiva comparata. La prima lezione chiarisce come i contenuti sintetici che riproducono immagine, voce e gestualità dei defunti sollecitino un bilanciamento tra libertà di espressione e rispetto della memoria individuale. L’Italia conosce tutele circoscritte ma aperte alla considerazione degli interessi dei congiunti; la Francia transita da un’impostazione tradizionalmente restrittiva a forme di riconoscimento mediato; la Germania valorizza la continuità della dignità umana secondo la regola della Fortwirkung; l’Inghilterra resta fedele al principio moritur cum persona, che non ammette diritti della personalità dopo la morte. La seconda lezione introduce la tutela fiduciaria del defunto, concependo la dignità postuma come posizione giuridica individuale e valorizzando la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare Magnitskiy and Others v. Russia, che riconosce la lesione della dignità del defunto e attribuisce rilievo al consenso familiare per esami e trattamenti post mortali. La terza lezione amplia i profili di data protection e successione digitale: in Europa, l’art. 2 terdecies del Codice privacy italiano consente a soggetti qualificati di esercitare diritti sui dati del deceduto; in Francia e Catalogna si consolidano discipline sull’eredità digitale; negli Stati Uniti i modelli di accesso fiduciario ai beni digitali delineano regimi di gestione e trasmissione. Nel complesso emerge un asse di tutela relazionale che, oltre il divieto e la liberalizzazione, cerca di preservare volontà, memoria e identità nella sfera digitale postuma.
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Valutazione

Il corso prevede l’erogazione di un Open Badge, ottenibile sulla base del punteggio raggiunto rispondendo ai quiz valutati. Hai tentativi illimitati di risposta per ciascun quiz ma dovrai attendere 15 minuti. Il corso si considera completato in modo adeguato all'ottenimento del certificato se raggiungerai almeno il 60% del punteggio complessivo in ciascuno dei quiz valutati. Il punteggio massimo ottenibile in ciascun quiz è indicato all’inizio del quiz stesso. Puoi vedere il punteggio che hai ottenuto nel quiz in corrispondenza dell’ultimo tentativo fatto oppure nella pagina “Valutazione”.

Attestato

Il corso prevede l’erogazione di un Open Badge rispondendo correttamente ad almeno il 60% delle domande in ciascuno dei quiz valutati e rispondendo al questionario finale

Una volta completate le attività richieste potrai accedere a “Ottieni l’Open Badge”, avviando il rilascio del badge. Le indicazioni per accedere al badge saranno inviate al tuo indirizzo e-mail.

L’Open Badge non è un certificato ufficiale e non dà diritto a crediti universitari, a voti o a diplomi.

Accesso al corso e disponibilità dei materiali

Il corso è erogato in modalità online e gratuito.

Docenti del corso

Laura Vagni

Laura Vagni

Docente

Laura Vagni è professore ordinario di Diritto privato comparato presso l’Università di Macerata, dove insegna nei corsi IECoLS di Diritto privato comparato e Diritto comparato e dei contratti internazionali. Membro del collegio di dottorato di ricerca in Diritto e Innovazione presso l’Università di Macerata, dove ricopre il ruolo di Prorettrice alla Didattica. I suoi studi si concentrano su proprietà, trust, contratti, affidamento e nuove tecnologie.

Contatti

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